Il mausoleo di Lovćen

 
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L'Olimpo Montenegrino, luogo dell'eterno riposo del poeta, filosofo, guida spirituale e temporale del Montenegro, Petar Secondo Petrović Njegoš (1813 – 1851).

Lui stesso scelse questo luogo per la propria sepoltura. Nel tempo, esso è diventato "Il santo altare" dei Montenegrini. Già durante la sua vita vi fu costruita una piccola cappella. La promessa che in essa riposava fu avverata dal principe Danilo, trasferendo su questa cima i resti di Njegos insieme a qelli di altri importanti Montenegrini, proprio qui nel mondo dei fulmini. Ma non sono stati soltanto i fulmini a disturbato il loro sonno eterno. La cima Jezerski vrh fu prima meta degli attacchi dei Turchi e poi di quelli degli Austriaci che nell'anno 1916 distrussero completamente la cappella. In seguito ne venne costruita una nuova, ma nacque anche l'idea di costruirvi un monumento più grandioso, realizzato poi dallo scultore Ivan Meštrović. 

Il mausoleo fu aperto nell'anno 1974. Per arrivare fino ad esso, da Cetinje bisogna percorrere una ventina di chilometri su strada, e poi salire 461 scalini. Anche grazie a questo tragitto, il pellegrinaggio è un'esperienza straordinaria. All'entrata della cappella, la parte centrale di questa costruzione, si ergono due figure monumentali di donne Montenegrine, realizzate in granito nero, come cariatidi. Dentro, le sei pareti laterali e quella centrale sono di marmo dì Brac e delle Bocche di Cattaro. Il soffitto è coperto da un mosaico composto da 200.000 tessere d'oro. La figura di Njegoš, in posizione seduta con un libro aperto, è anch'essa opera di Ivan Meštrović. Il sarcofago di marmo del Vladika Rade è semplice, con sopra una croce intagliata e il simbolo dello stato, simboli del governo spirituale e temporale.

 

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