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Per tre secoli (XVI, XVII e XVIII) il monastero della Santa Trinità fu un famoso centro per la letteratura e la trascrizione, e per tutto il periodo del governo dei Turchi (450 anni) uno dei punti fermi della popolazione ortodossa non solo della regione intorno a Pljevlja, ma anche di tutto il Montenegro di quei tempi, dell'antica Raška e del Sangiaccato di Erzegovina.

Per tre secoli (XVI, XVII e XVIII) il monastero della Santa Trinità fu un famoso centro per la letteratura e la trascrizione, e per tutto il periodo del governo dei Turchi (450 anni) uno dei punti fermi della popolazione ortodossa non solo della regione intorno a Pljevlja, ma anche di tutto il Montenegro di quei tempi, dell'antica Raška e del Sangiaccato di Erzegovina.

Alcuni degli scritti più importanti creati nel monastero della Santa Trinità oggi si conservano nei musei e archivi di tutto il mondo (a Praga si conserva una parte del "Hronograf di Vrhobreznik" e a San Pietrosburgo il "Registro di Pljevlja" del XIV secolo).

Fra gli amanuensi il più importante fu Gavrilo Trojičanin (metà del XVII secolo). Durante lo stesso periodo lavorava l'illustratore e iconopittore Andrija Raičević. Gli affreschi del monastero furono disegnate dal prete Strahinja di Budimlje. Nella biblioteca e nella tesoreria del monastero si conservano libri preziosi su pergamena e papiro del XIII e del XIV secolo, antichi elementi per le corretture dell'anno 1557, 824 documenti turchi relativi al monastero o alle sue numerose terre, poi il bastone di San Sava, tutto coperto d'argento (col quale, secondo tante leggende, trovava e creava le fonti d'acqua), pitture dorate del priore Stefan, un cucchiaio per la messa del XVI secolo, vecchi tessuti e ricami religiosi, copertine metalliche per libri...

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